Poche e stringate considerazioni (senza soffermarmi sulle motivazioni tecniche che inducono il software, giustamente o meno, a “ragionare” in un certo modo). Le specifiche tecniche si possono facilmente individuare a partire dal sito ufficiale: pleasurizemusic.com.
TT Dynamic Range Meter è un’utility, proposta da un esperto cast di tecnici ed esperti del suono (fra cui figura nientemeno che l’inventore dell’MP3) riuniti nella prestigiosaPleasurize Music Foundation, che ha lo scopo di verificare (cosa che anche un buon tecnico del suono può fare a colpo d’occhio) se una registrazione sia o meno compressa e, quindi, innaturale (attenzione: non espansa, il procedimento è lo stesso solo inverso, ma in un caso e nell’altro siamo di fronte a manipolazioni che distorcono inevitabilmente il segnale specie se applicate in maniera esagerata).
Di fatto negli ultimi anni stiamo assistendo sempre di più al fenomeno della musica schiacciata (compressa) per esigenze legate al mercato musicale e discografico che non starò qui ad elencare (esigenze peraltro facilmente comprensibili). Ecco che il TT Dynamic Range Meter si propone di analizzare e sensibilizzare (giustamente) l’eccesso di anti-musicalità di cui spessissimo le nuove produzioni soffrono (vedi, ad es., per la musica pop).
Parlando invece di musica classica mi preme innanzitutto far notare come un DR+ (elevato)non sia (sempre) sinonimo di qualità della incisione. In particolare benché il software sia pratico, veloce e, direi, divertente da applicare, non risulta molto utile per la musica classica, laddove sarebbe invece più interessante avere una sorta di Dati Exif (come per le fotografie digitali) dal momento dell’incisione fino alla produzione finale (evidentemente per capire quali operazioni siano state effettuate in fase di mastering). In ogni caso, come per tutte le applicazioni, aiuta a capire e a trarre delle conclusioni che sicuramente male non fanno per chi come me fa produzione audio.
Di fatto, TT Dynamic Range Meter, “premia” registrazioni:
- con sonorità molto basse (di p, pp, ppp) con qualche picchio nel forte; [1]
- con molti silenzi (ad esempio le sessioni di registrazione risultano a DR maggiore rispetto alla stessa registrazione tagliata e finita); [1]
- con maggioranza di piani rispetto ai forti (vedi sopra); [1]
- che riproducono dinamiche improvvise non continui (es. un organo, i fiati, un certo repertorio orchestrale sono penalizzati, mentre non lo è una batteria o altri aggetti percussivi); [1]
- asciutte (con poco ambiente/riverbero) quindi … (almeno per la musica classica) meno musicali;
- dinamizzate (con suono attenuato sotto i 20-30 dB (o simililmente) e via via amplificato sopra nelle zone forti). Non ho ancora provato se una registrazione restaurata (FFT/ricostruzione segnale) abbia un DR migliore rispetto alla “madre” ma scommetterei di sì;
- manipolate nella dinamica (con alcune sezioni in piano che vengano attutite e alcune altre in forte che vengano amplificate per creare effetti particolari che risultano comunque poco naturali);
- gli stessi files MP3 (io li ottengo via LAME / ID3) risultano a DR maggiore dei loro stessi sorgenti WAV. Nella fattispecie: DRmp3 = DRwav + (quasi) 1.
In generale per la musica classica i valori ottimali dovrebbero risultare circoscritti entro un determinato range: valori inferiori possono significare una certa compressione dovuta però anche all’ambiente di registrazione (ex. una piccola stanza farà ottenere DR minori), all’esecuzione (ex. un pianista che difficilmente suoni pp), al repertorio (la musica rinascimentale suonerà meno dinamica della musica romantica); diversamente valori superiori sono da considerarsi con una certa attenzione (un trucco c’è sempre…).
Riporto alcuni DR ottimali che, a mio avviso, sono nella norma.
- Organo, DR medio da 8 a 14 (un DR 8 può significare un’ottima registrazione vedi per la musica rinascimentale)
- Pianoforte, DR medio da 10 a 16 (un Bach tenderà ad avere valori minori di uno Chopin…)
- Violino, DR medio da 12 a 18 (molto dipende dal tipo di musica)
- Archi (più violini), DR medio da 10 a 16…
- Percussioni, DR medio da 16 a 20/22 (!)
[Le prove si possono fare con dischi che si possiedono come anche con registrazioni autoprodotte non particolarmente belle: non cambierà poi moltissimo.]
[1] Post Scriptum I: la cosa mi è stata confermata da uno degli artefici del software, della Friedemann Tischmeyer, della Tischmeyer Publishing America Incorporation, nelle stringe che riporto:
We measure the micro dynamic and not the macro dynamic and take the loudest 20%. Therefore if classical music has a lot of forte passages with a high density caused by vocals for example, it tends to have a lower DR (DR12 to DR14) and a very soft piano concert tend to have a higher DR. Until today nobody found a solution to get this final details considered. So we can say that the DR scale works very reliable with small values and has a good average coverage until DR14. Higher values make no sense.
Post Scriptum II: in una mia recentissima registrazione effettuata alla Fazioli Hall di Sacile ho ottenuto un risultato di pianoforte con DR fra 15-18. Il disco sarà prossimamente disponibile su onclassical.com (musiche di Debussy).
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